Il judo è nato nel 1882 per fini educativi e secondo un'ottica talmente avanzata da essere per molti versi ancor oggi insuperata.
Il professor Jigoro Kano, il fondatore del judo, ha compiuto un'operazione di grande valore culturale fondendo tecniche di lotta di diverse arti marziali con oltre mille anni di storia e, soprattutto, stabilendo un programma formativo che mira a sviluppare la "Massima Efficacia" fisica e mentale per ottenere "Prosperità e Mutuo Benessere".
Fuori dal modo di esprimersi del Giappone del XIX secolo, il judo propone a bambini e ragazzi una serie di occasioni incomparabilmente utili per crescere armonicamente.
E in particolare, dal punto di vista fisico, insegna a
- 1. risolvere i più difficili problemi di coordinazione motoria, compresa la coordinazione aerea (cosa non comune negli altri sport);
- 2. prendere coscienza di tutte le parti del corpo (non solo piedi o mani) e imparare a utilizzarle armonicamente;
- 3. affrontare con naturalezza il contatto fisico, senza eccessi di timore o esuberanza;
- 4. conoscere e rispettare i compagni dell'altro sesso (non è difficile che le bambine siano più brave dei maschietti, ad esempio);
- 5. sviluppare la bilateralità senza privilegiare una parte del corpo (come ad esempio nel tennis);
- 6. studiare una complessa ed efficacissima tecnica di difesa che induce una ragionevole sicurezza in se stessi;
- 7. imparare a coltivare l'igiene personale come rispetto degli altri (il judo si pratica a piedi nudi con un kimono bianco);
Dal punto di vista psicologico, il judo offre invece un percorso ideale per
- a) imparare a controllare l’aggressività;
- b) affrontare i timori, con equilibrio, senza cadere nel panico;
- c) capire che nulla, nemmeno la lotta, si può imparare senza la collaborazione di un compagno;
- d) concepire la disciplina e il rispetto degli altri come un elemento essenziale per la propria crescita individuale.
Inoltre, per l'attenzione che nel judo si pone all'equilibrio fisico e mentale, questo sport è considerato ottimo per portatori di handicap come non vedenti, autistici o affetti da sindrome di Down.
All’estero, dove hanno cominciato già da molti anni ad insegnare judo ad atleti disabili, sono state create anche sezioni per atleti amputati e paraplegici.
Per insegnare ad atleti con queste disabilità, quattro degli insegnanti della Società sportiva (Angela Tassi, Katia Boldrini, Cristina Rastelli e Ubaldi Veronica), hanno partecipato al corso per istruttori di Judo specializzati e quindi dal 2004 il Judo Center Parma si affilia anche al CIP (Comitato Italiano Paralimpico).
Attualmente la società offre pertanto corsi anche per i portatori di handicap; gli atleti, nel caso si reputi necessario, vengono seguiti personalmente (con un rapporto uno a uno) dall’istruttore specializzato e poi, appena possibile, vengono inseriti nei vari corsi frequentati da atleti normodotati.
Per sensibilizzare gli organi di stampa e televisivi locali ed informare di questa opportunità tutte le persone disabili che non ne sono a conoscenza, dal 2007 la Società Judo Center Parma organizza a Parma il campionato regionale di Judo DIR-P e C.S.